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Comunità di Sant'Egidio

Nel 1993, Giovanni Paolo II ha affidato la Basilica alla Comunità di Sant’Egidio. Da quella data la Basilica ha riscoperto la propria vocazione ecumenica, rinnovando i legami che la univano alle chiese d’Oriente, dove la devozione per l’apostolo Bartolomeo è molto viva. La Basilica ha accolto la visita ufficiale del Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I, quella del Patriarca ortodosso di Romania Teoctist, a cui sono seguite altre visite di esponenti ortodossi, fra cui molti Primati, ed evangelici, che hanno partecipato alla preghiera della Comunità di Sant’Egidio.

In ragione della collocazione della Basilica in prossimità della sinagoga maggiore di Roma non sono mancati momenti di dialogo e di incontro tra la Comunità di Sant’Egidio e la Comunità ebraica, a partire dalla memoria annuale del 16 ottobre 1943, giorno della deportazione degli ebrei romani. La Basilica di San Bartolomeo all’Isola ebbe peraltro un ruolo nell’ospitalità durante l’occupazione tedesca di Roma: circa 400 ebrei, nascosti per evitare la deportazione nei campi di sterminio, vi trovarono riparo.

La Comunità di Sant’Egidio celebra a San Bartolomeo la liturgia eucaristica della domenica e, fin dal 1993, una preghiera serale animata da alcuni gruppi di giovani della Comunità. San Bartolomeo all’Isola Tiberina è così una delle poche chiese romane ad essere aperta ogni sera per la preghiera.

Dal 2002, per volontà di Giovanni Paolo II, la Basilica di San Bartolomeo all’Isola è divenuta il luogo memoriale dei testimoni della fede del XX secolo, affidata alla cura della Comunità di Sant’Egidio.

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ANDREA RICCARDI - Ministro della Cooperazione internazionale e dell’Integrazione, Italia, fondatore della Comunità di Sant’Egidio

Andrea Riccardi, [1950, Roma, Italia] ordinario di Storia Contemporanea presso la Terza Università degli Studi di Roma, è esperto del pensiero umanistico contemporaneo ed è voce autorevole del panorama culturale internazionale.

Fondatore nel 1968 della Comunità di Sant'Egidio, è stato insignito di numerosi premi e riconoscimenti tra cui nel 2009 il prestigioso “Premio Carlo Magno”, attribuito a persone e istituzioni che si sono particolarmente distinte nella promozione di una Europa unita e nella diffusione di una cultura di pace e di dialogo.

Tra le sue più recenti pubblicazioni, Giovanni Paolo II, la biografia (San Paolo 2010, pubblicato anche in francese, spagnolo, portoghese. Il 16 novembre del 2011 è entrato a far parte del governo Monti, in cui ricopre la carica di Ministro (senza portafoglio) per la Cooperazione Internazionale e l'integrazione.

aggiornato 22/10/2012

Approfondimenti

Tour virtuale

Orari di Apertura

  • dal lunedì
    al sabato 09:30-13.30/15:30-17.30
  • domenica 9.30-13.00

Celebrazioni

  • Santa Messa domenica e festivi 11.30
  • Preghiera della Comunità di Sant'Egidio
    Martedì 20.00
    dal mercoledì al venerdì 20.30

Memoriale "Nuovi Martiri" del XX e XXI secolo

Nell'anno 1999 Giovanni Paolo II decise, in preparazione del Giubileo dell'anno 2000, di istituire una commissione "Nuovi Martiri", che avrebbe dovuto indagare sui martiri cristiani del Ventesimo secolo. La commissione, coordinata da Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant'Egidio, ha lavorato due anni nei locali della Basilica di San Bartolomeo raccogliendo circa 12.000 dossier di martiri e testimoni della fede giunti da diocesi d tutto il mondo. Passato il Giubileo, Giovanni Paolo II volle che questa memoria dei testimoni della fede del Novecento potesse divenire qualcosa di visibile nella Basilica di San Bartolomeo. Il 12 Ottobre 2002, con una celebrazione ecumenica presieduta dal Cardinale Camillo Ruini e dal Patriarca Ortodosso rumeno Teoctist, l'icona dei testimoni della fede del XX secolo fu posta solennemente sull'altare maggiore e benedetta. In quella occasione furono anche collocate croci e memorie cristiane nelle sei cappelle laterali, dedicate ai diversi contesti storici e geografici in cui i testimoni della fede hanno vissuto. Nella prima cappella della navata destra della Basilica sono ricordati i testimoni della fede dell'Asia, dell'Oceania e del Medio Oriente; nella cappella successiva si ricordano i testimoni della fede delle Americhe; nell'ultima cappella della navata di destra si ricordano i testimoni della fede uccisi nei regimi comunisti. Nella navata di sinistra, la prima cappella è dedicata ai testimoni della fede in Africa; nella cappella successiva sono ricordati i testimoni della fede di Spagna e Messico; l'ultima è la cappella dei testimoni della fede uccisi sotto il regime nazista.